Ourense 2025-26
Gli studenti del Ribezzo ospiti di una scuola di Ourense (Spagna) nell’ambito del Programma Europeo Erasmus+
Si è appena conclusa la quarta esperienza di mobilità Erasmus+ di quest’anno scolastico 2025/2026 riguardante la nostra scuola “Liceo Ribezzo” di Francavilla Fontana, in cui sono state coinvolte a partecipare tutte le classi dalle prime alle quarte. L’ultima esperienza per la mobilità gruppo studenti ha riguardato un gruppo di 19 studenti delle classi terze. Gli studenti, accompagnati dalle professoresse Adalgisa Caforio e Concetta Aprile, hanno trascorso un periodo di nove giorni, dal 01 al 09 febbraio 2026, presso la scuola “IES As Lagoas” in Ourense (Spagna).
Questo l’elenco degli studenti partecipanti - 3AT: Camastra Emilia, Filomeno Gerardo Pio, Santoro Giulia, Truppi Marta e Friolo Giorgia; 3BT: Carrozzo Aida, Carrieri Niccolò, Maggi Giuseppe e Spina Francesco; 3CT: Galiano Giuseppe; 3BSA: Caputo Simone, Di Coste Chiara, Iaia Stefano e Sportillo Guendalina; 3ASA: Imbò Asia Francesca; 3CSA: Bianco Emanuele, Memmola Raffaele Mauro e Siliberto Chiara; 3DSA: Incalza Andrea.
La mobilità, cofinanziata dal programma Erasmus+ KA1 dell’Unione Europea, ha visto gli studenti del Ribezzo frequentare la scuola spagnola e, nello specifico, le lezioni di discipline come: Matematica, Scienze, Informatica, Lingue Straniere (Galiziano, Castigliano, Inglese e Tedesco). Per le discipline non linguistiche gli studenti si sono avvalsi dell’ausilio della lingua inglese, che è la lingua di comunicazione nei progetti europei di cooperazione scolastica. Tutto ciò ha permesso agli alunni di fare un confronto con i programmi di queste materie studiate nella propria scuola e comprenderne le differenze e le similitudini in un’ottica di ampia attuazione degli obiettivi del programma Erasmus plus.
Nell’ambito del programma culturale, la scuola spagnola ha organizzato delle visite guidate ed escursioni nei posti più rappresentativi, durante le quali i ragazzi hanno potuto visitare le bellezze della città di Ourense, famosa per le sue acque termali e il famoso antico ponte romano della città. Siamo stati ospitati dal sindaco in municipio, il quale ci ha ringraziato per il costante scambio tra i nostri paesi e chiacchierato con i ragazzi italiani per conoscere le differenze dei due sistemi scolastici. Poi è stata la volta della città di Santiago de Compostela con la visita della famosa cattedrale del Santo, dichiarata patrimonio mondiale UNESCO, simbolo dell’architettura romanica in Spagna e tappa finale dei vari itinerari del Cammino di Santiago. All’interno della chiesa si è potuto ammirare la cripta dell’Apostolo Santiago (Giacomo in italiano) e il famoso Botafumeiro, il grande diffusore di fumo (incenso), che in origine, serviva a purificare l'aria e coprire i cattivi odori emanati dai pellegrini. La terza città visitata è stata Celanova, la terra di poeti come Curros Enríquez e Celso Emilio Ferreiro, che sono stati indubbiamente ispirati dalla bellezza dei dintorni di questo paesaggio. La Piazza Maggiore di Celanova, dominata dal maestoso Monastero di San Salvador è, senz’altro, uno degli emblemi dell'architettura barocca in Galizia; la particolarità è che, al suo interno, si trova un piccolo tempio dedicato a San Miguel, risalente all'arte preromanica. Nelle vicinanze c’è anche Vilanova dos Infantes, un villaggio medievale con case signorili che si sviluppano intorno a un'antica torre.
Gli studenti per tutto il periodo della mobilità sono stati ospiti delle famiglie degli studenti della scuola spagnola, il che rappresenta sicuramente un valore aggiunto, in quanto capace di fornire una immersione completa nella cultura del posto, consapevoli di vivere lo spirito del paese ospitante, grazie all’apporto delle persone locali.
La mobilità rappresenta sicuramente un momento di crescita molto importante non solo per gli alunni, i quali hanno potuto migliorare le proprie competenze linguistiche in un contesto reale e la propria crescita umana e culturale, ma anche per la nostra scuola per quanto riguarda l’ampliamento dell’offerta formativa in chiave europea, poiché l’Erasmus+ è un’esperienza di confronto ed arricchimento per l’intera comunità scolastica.
Prof.ssa Adalgisa Caforio
Osservare per crescere: diario di un’esperienza di Job shadowing in Spagna tra confronto e scoperta
Ci sono esperienze che iniziano con una partenza e finiscono per diventare molto più di un semplice viaggio. È quello che è accaduto durante il periodo di job shadowing da me svolto dal 1 al 9 febbraio 2026 presso l'Istituto di Istruzione secondaria ESO AN LAGOAS di Ourense in Galizia (Spagna) nell’ambito del programma Erasmus+: nove giorni di osservazione, confronto e scoperta, in cui ogni incontro e ogni ambiente di lavoro hanno rappresentato un’occasione per mettersi in discussione e guardare la propria professione con occhi nuovi. Tra differenze culturali, metodologie innovative e scambi costruttivi con i colleghi spagnoli, questa esperienza si è trasformata in un percorso di formazione autentico, capace di lasciare un segno ben oltre la durata del soggiorno. Le aule attraversate, le conversazioni spontanee nei corridoi, l’attenzione ai dettagli nelle pratiche quotidiane hanno costruito giorno dopo giorno un mosaico di stimoli e riflessioni e in quell’intreccio di culture e professionalità ho imparato che osservare significa anche aprirsi a prospettive diverse, riconoscere il valore delle differenze, sentirsi parte di una comunità educativa che supera i confini geografici e parla il linguaggio universale della crescita.
In questo clima di apertura e conoscenza ogni giornata ha seguito un ritmo intenso e stimolante. Il job shadowing si è articolato attraverso momenti di osservazione in aula, incontri con i docenti e occasioni di dialogo con tutto il personale scolastico, permettendomi di entrare nel vivo dell’organizzazione dell’istituto e delle metodologie didattiche adottate. Dall’analisi delle strategie alla gestione delle dinamiche di gruppo, fino all’uso degli strumenti digitali e alle pratiche inclusive, ogni attività osservata ha offerto spunti concreti di riflessione e possibilità di trasferimento nel mio contesto professionale. Nello specifico, dopo aver visitato il primo giorno le aule, la biblioteca, i laboratori, l’auditorium, la palestra e gli spazi dedicati alle varie attività, ho seguito lezioni coerenti con le discipline da me insegnate (Latino, Storia, Storia dell’arte, Filosofia e Psicologia), notando, in particolare, la presenza di approcci didattici innovativi e diversificati, un’offerta formativa ricca e integrata, un forte investimento nei progetti europei e nella promozione delle competenze trasversali nonché un clima accogliente e collaborativo. Particolarmente interessanti si sono rivelate nel mio caso alcune lezioni di lingua e letteratura gaelica e castigliana, che mi hanno consentito di approfondire autori fondamentali della storia letteraria spagnola (come, ad es., Lazarillo de Tormes o lo stesso Miguel de Cervantes), ma anche di conoscerne di nuovi. L'approccio linguistico poi è stato doppiamente positivo, perché mi ha permesso di praticare l'inglese, ma anche di riprendere lo spagnolo (che avevo avuto modo di iniziare a studiare lo scorso anno con un progetto PNRR) e di accostarmi al gaelico, che ho scoperto essere una varietà linguistica molto più vicina al latino del castigliano, ossia dello spagnolo propriamente detto.
L’apertura culturale è stata altresì favorita dalla conoscenza del territorio e della cultura (compresa quella enogastronomica), a cui hanno contribuito in maniera decisiva le visite guidate delle città di Ourense, Santiago de Compostela e Celanova, le principali caratteristiche delle quali sono state illustrate in lingua inglese dagli alunni spagnoli. Nel corso di questi tour ho avuto anche la possibilità di visitare il Museo del popolo galego (Museo do Pobo Galego) e altre mostre come quella delle maschere di Carnevale (MASKS) o del Tesoro di Compostela (Tesouros de Compostela – O legado Ángel).
L’esperienza di Job shadowing, quindi, in definitiva è stata assolutamente positiva sotto tutti i punti di vista, perché ha stimolato in me un atteggiamento disponibile al cambiamento, alla cooperazione internazionale e all’innovazione educativa. Grazie ad essa ho acquisito una maggiore consapevolezza delle differenze tra sistemi scolastici di paesi diversi e delle modalità di gestione di progetti europei, sviluppando competenze utili alla futura partecipazione a iniziative dello stesso genere e alla disseminazione delle buone pratiche.
Prof.ssa Concetta Aprile
