Lettera del Direttore generale USR Puglia

Con il raggiungimento dei limiti di anzianità di servizio e di età, chiudo, a partire dal prossimo mese di febbraio, la mia esperienza professionale in questa amministrazione. Un percorso professionale che mi ha vista impegnata per 40 anni su diverse sedi, tra Genova, Taranto e quindi Bari, qui negli ultimi sei anni con incarico di direzione sul nostro ufficio scolastico regionale, condiviso, per un breve periodo con la direzione dell’USR della Calabria. Una sintesi che solo velatamente fa trasparire le importanti esperienze che hanno incrociato le molteplici storie di scuola, delle quali rimangono impresse soprattutto quelle che richiamano la partecipazione vivace delle ragazze e dei ragazzi durante gli eventi, e, ancor di più, il vociare festoso delle bambine e dei bambini nelle loro colorate manifestazioni. Una esperienza vissuta con grande convincimento, nel confronto con tutte le componenti scolastiche, nell’ascolto anche diretto di tutti al fine di individuare possibili soluzioni alle svariate questioni che alimentano la vita scolastica, nel sostegno a progetti e iniziative di innovazione e ricerca, anche attraverso importanti azioni di respiro europeo, così come nel favorire la costruzione di reti di scuole, che considero la via maestra per aprire lo sguardo verso un nuovo sapere. Ma altrettanto importante è stato l’allestimento di progetti partenariati con le altre istituzioni per la promozione di interventi su formazione, salute e prevenzione, sport, inclusione, innovazione, legalità, dispersione, internazionalizzazione, pace, orientamento, solo per citarne alcuni, progetti partenariati primariamente con l’Ente Regione, la cui azione sussidiaria, svolta di concerto, ha portato il modello Puglia anche a importanti riconoscimenti nazionali ed europei, ma anche con enti territoriali, università, magistratura soprattutto minorile, con altre amministrazioni, forze dell’ordine, con associazioni, terzo settore, ordini professionali, forum delle famiglie, consulta e associazioni studentesche, con svariati organismi civili e religiosi, con le autorità garanti dei diritti civili: una importante e complessa azione sinergica, arricchita dal leale confronto con le parti sociali, nelle espressioni dei diversi comparti di competenza, un’azione spesso resa patrimonio di conoscenza pubblica anche grazie alla grande macchina dei media, interprete della valenza sociale dell’azione scolastica. Ringrazio qui la Città metropolitana sul cui territorio ha sede la direzione dell’ufficio regionale, verso il quale ha portato grande cura e attenzione. Ma ringrazio particolarmente i miei più diretti “compagni di viaggio” che mi hanno accompagnata con impegno e dedizione, talora con amabile pazienza, i colleghi e collaboratori di oggi e di ieri, tutti portatori di una professionalità che mi ha arricchita e guidata. Con loro ho potuto realizzare anche la complessa e impegnativa linea gestionale garantendo l’obiettivo primario del regolare avvio dell’anno scolastico. Non posso però non avere un pensiero particolare ed emozionato verso la Scuola che oggi lascio, verso i bambini e i ragazzi di questa scuola che vive un momento così travagliato, verso dirigenti scolastici, docenti e personale scolastico, tutti impegnati in una sfida senza precedenti! Eppure proprio in questo contesto così complesso la Scuola “c’è”, per certi versi più presente di sempre! Questi mesi di emergenza rimarranno per me l’esperienza più forte, a tratti sofferta, ma che, come improbabile contrappasso, mi ha dato la dimensione più ampia del senso di “comunità” di cui la scuola, unica tra le amministrazioni, si connota, e che costituisce il portato di umanità che la rende non solo protagonista di azioni, ma soprattutto portatrice di valori. Primo fra tutti quello di proiettarsi verso un futuro migliore e di pace. La Scuola non appartiene solo alla scuola! Ritengo un privilegio lavorare per la scuola, mi sento orgogliosa di averne avuto l’opportunità. Buon futuro, quindi, a chi lavora nella e per la Scuola, ai bambini e alle bambine, alle ragazze e ai ragazzi che la popolano e la animano!

Con affetto.

Anna Cammalleri