I "ragazzi di via Panisperna"
Un meeting tra scienza e storia per ricordare Enrico Fermi, Bruno Pontecorvo e i “Ragazzi di via Panisperna”
Venerdì 16 ottobre 2026, presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico “F. Ribezzo” di Francavilla Fontana, si è tenuto un incontro dal profondo spessore culturale dedicato ai “Ragazzi di via Panisperna” e, in particolare, ad Enrico Fermi e Bruno Pontecorvo, fisici del Novecento che, con il loro fondamentale contributo in ambito scientifico, hanno scritto una pagina di storia.
L'incontro, che ha ospitato dal vivo la Dott.ssa Domenica Verduci (collaboratrice presso il Centro Ricerche Enrico Fermi di Roma e Ph.D. in Storia della Scienza presso l'Università di Bologna) e il Dr. Fabrizio Vinci (Presidente della Sezione “Giovani Neurologi” della Società Italiana di Neurologia) e in collegamento Google Meet la Prof.ssa Miriam Focaccia (Prima ricercatrice presso il Museo Storico della Fisica e CREF), ha visto la partecipazione delle classi quinte del Liceo Scientifico e una rappresentanza di studenti dell'ITIS “E. Fermi” e del Liceo Classico “V. Lilla” di Francavilla Fontana.
L’evento, introdotto dai saluti istituzionali della prof.ssa Giuseppina Pagano (Dirigente Scolastica del Liceo Scientifico “F. Ribezzo”), e della prof.ssa Beatrice Monopoli (Dirigente Scolastica dell'ITIS “E. Fermi”), che ha presentato il dott. Fabrizio Vinci il quale ha proposto e organizzato l’incontro per ricordare l’evento speciale di aver conosciuto Bruno Pontecorvo negli ultimi anni della sua vita.
Nel corso della prima parte dell’incontro la dott.ssa Verduci (Dottorato di ricerca in Storia della Scienza presso Università di Bologna e collaboratrice presso il museo Enrico Fermi di Roma) ha ripercorso magistralmente la storia dell'Istituto di Fisica di Roma (fondato nel 1872) passando in rassegna le singole personalità del celebre gruppo di via Panisperna: dal capo indiscusso Enrico Fermi, soprannominato “Il Papa” per la sua infallibilità, a Franco Rasetti (“Il Cardinale Vicario”), Edoardo Amaldi (“L'Abate”), Emilio Segrè (“Il Basilisco”), Oscar D’Agostino (“Il Chimico di Via Panisperna”) e il giovanissimo Bruno Pontecorvo (“Il Cucciolo”), senza dimenticare il genio solitario di Ettore Majorana (“Il Grande Inquisitore”), la cui scomparsa resta ancora oggi avvolta nel mistero. Il racconto avvincente delle tappe scientifiche da loro raggiunte ha permesso di comprendere l'ingegno eccezionale di questi fisici, capaci di ottenere risultati all’avanguardia con strumentazioni semplici ed essenziali, fino alla “svolta” del 1938, quando, dopo il conferimento del Premio Nobel per la Fisica a Fermi, il fisico e la sua famiglia decisero di non rientrare in Italia a causa delle leggi fasciste, trasferendosi negli Stati Uniti.
Nel corso della seconda parte del convegno il Dr. Vinci si è concentrato, in particolare, sulla complessa figura di Bruno Pontecorvo, ripercorrendo gli avvenimenti principali della sua vita (dalla laurea in fisica ai contributi decisivi alla fisica dei neutrini, fino al trasferimento in Unione Sovietica) e focalizzandosi sull’ultimo periodo di quest’ultima, in cui lui, giovane studente laureando presso la I Clinica neurologica della “Sapienza” di Roma, ebbe modo di conoscere lo scienziato e di ricevere da lui un attestato di stima e amicizia, che nel corso della manifestazione ha voluto donare al Museo Storico della Fisica “Enrico Fermi” di Roma.
L’ultima parte dell’incontro è stata arricchita dall’intervento della prof.ssa Miriam Focaccia, che, oltre a portare i saluti della prof.ssa Angela Bracco (Presidente della Società Italiana di Fisica), ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto da centri di studio e ricerca come il CREF (Centro Ricerche Enrico Fermi), nonché l’attività di divulgazione e valorizzazione del patrimonio scientifico da essi condotta, il cui obiettivo è comprendere non solo come questi spazi sono nati e si sono evoluti, ma anche quali sfide sono chiamati ad affrontare oggi.
L’incontro ha trovato un vivo interesse da parte di tutti gli studenti presenti che si sono soffermati anche oltre l’orario dell’incontro per rivolgere numerose domande al dott. Vinci e alla dott.ssa Verduci che hanno sottolineato la “lezione” che ci viene dalla storia dei “Ragazzi di via Panisperna”, ossia l’importanza del lavoro di squadra, che è stato il segreto del successo straordinario del gruppo di giovani ricercatori, che, unendo competenze e attitudini differenti, sono riusciti a portare la fisica verso nuovi orizzonti.
