Salone del libro
E anche su questa edizione 2026 del Salone Internazionale del Libro di Torino è calato il sipario, lasciando dietro di sè tanta “meraviglia” in chi, come me, ogni volta lo vive con l’entusiasmo di cui può essere capace solo chi è innamorato dei libri e delle parole, ma anche e soprattutto degli “incontri con gli autori”, che anche quest’anno sono stati davvero tanti e tutti molto intensi e coinvolgenti.
Giovedì 14 abbiamo dato inizio alla serie di appuntamenti con il linguista Giuseppe Antonelli e il suo excursus sull’italiano digitale dagli sms all’IA, per poi passare ad ascoltare la riflessione sull’adolescenza di Zadie Smith nella sua lectio inaugurale. Poi è stata la volta di Petros Markaris (il Camilleri “ellenico”) e della Grecia “paese ospite” di questa edizione del Salone, per finire con l’evento speciale “Fruttero100”, che ha ricordato, in particolare, la figura di Carlo Fruttero nel centenario della nascita con la presenza di ospiti d’eccezione come Michele Serra, Alessandro Piperno, la figlia dello scrittore e l’attrice Angela Finocchiaro, che ha curato dei reading spassosissimi di alcuni racconti!
Se venerdì 15, dopo essersi aperto “sotto il segno delle donne”, con Dacia Maraini, Monica Maggioni (intervistata da Francesco Costa) e la poetessa Patrizia Valduga, si è concluso all’insegna di un incontro di respiro internazionale con Emmanuel Carrère, sabato 16 è stato caratterizzato da un’attenzione al ”Benessere digitale” (dal titolo dell’ultima fatica della psicologa Monica Bormetti), al “prendersi cura” di se stessi con Concita De Gregorio e alla dimensione del “crescere”, il più misterioso dei verbi (come lo ha definito lo psicoterapeuta Matteo Lancini in dialogo con la scrittrice Chiara Gamberale).
E, per finire, domenica 16 ci siamo concesse delle incursioni nell’”Italiano in bilico” (magistralmente indagato dal prof. Edoardo Lombardi Vallauro) e nel “canto delle Sirene”, di cui la filosofa Adriana Cavarero ha fornito una rilettura femminista attraverso l’analisi delle varie interpretazioni precedenti del mito. E non sono mancati neppure “fuori programma” molto graditi, come l’incontro con Roberto Saviano (ospite del programma “Farhenheit”), con lo scrittore Luca Bianchini (ospite del padiglione della Regione Puglia), con la scrittrice Igiaba Scego (incontrata presso lo stand del Becco Giallo in compagnia dell'illustratrice Chiara Abastanotti), con la linguista Vera Gheno (ascoltata presso la Roi edizioni) e con la sociologa digitale Silvia Semenzin (ascoltata ai microfoni di Chora Media). E se tanti ne abbiamo incontrati, tanti altri avremmo voluto ascoltarne, perché il Salone è un vettore di connessione e di dialogo così potente che non si vorrebbe mai smettere di saziarsi di tanta bellezza!
